Job Club. What else?

Un ringraziamento speciale ai partecipanti di tutti i Job Club e alle eccellenti animatrici dell’Informagiovani di Montecchio Maggiore (Vicenza)

http://youtu.be/PMvonRSGKFk

Pubblicato in Blog | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Certifichiamoci

TrovareilLavorochePiace-014

Pubblicato in Blog | Contrassegnato , , | Lascia un commento

La vignetta di Lele Corvi

130502_TILCP_Lotteria

Pubblicato in Blog | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Realizza i tuoi sogni

TrovareilLavorochePiace-012

Pubblicato in Blog | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

La vignetta di Lele Corvi

130424_TILCP_Realizzazioni

Pubblicato in Blog | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Sapere, autonomia e liberta’ – di Giuseppe Citerna

La società attuale è definita “società della conoscenza“, proprio per enfatizzare il ruolo primario che la conoscenza riveste ai giorni nostri. Praticamente ogni settore della società è influenzato dalla produzione e circolazione del sapere.

 

LA COSA PIU’ IMPORTANTE E’ EVITARE DI ASSERVIRE TOTALMENTE IL NOSTRO SAPERE E APPRENDIMENTO ALLE ESIGENZE PRODUTTTIVE DEL SISTEMA PRODUTTIVO PER NON DIVENTARE DEI “TUBI DIGERENTI” DEL SISTEMA E BASTA. DOBBIAMO DARE SPAZIO A TUTTO CIO’ CHE CREA CONDIVISIONE,AGGREGAZIONE E SVILUPPO DELLA QUALITA’ DELLA VITA E DEL PENSIERO AUTONOMO E CRITICO !

 

Come associazione siamo interessati a capire come questi cambiamenti “impattano” sul mondo del lavoro, dell’ educazione e della formazione e a mettere in campo una serie di azioni per ridurne gli effetti negativi ed esaltarne quelli positivi.

 

Gli elementi caratteristici della “nuova società della conoscenza” , in relazione al problema della formazione ,  sono :

 

- una mole sempre maggiore di informazioni da gestire = PIU’ COSE DA SAPERE

- la velocità sempre maggiore  = CHE CAMBIANO SEMPRE PIU’ VELOCEMENTE

- la rapida obsolescenza di queste conoscenza = CHE INVECCHIANO RAPIDAMENTE

- le conoscenze sono SEMPRE MENO CONFINATI ALLE SINGOLE DISCIPLINE

 

In questo articolo si parte dalla descrizione delle criticità che un lavoratore deve affrontare in ordine per “crearsi” una base culturale idonea ad accedere al mercato del lavoro e al come mantenersi aggiornato e competitivo in un settore così vasto e complesso , tramite gli attuali strumenti che la “Società” gli offre.

 

Evidenzieremo come gli attuali strumenti a disposizione (scuola-università-centri di formazione) siano insufficenti a garantire il successo formativo e lavorativo del singolo che sempre di più dovrà assumere l’ onere della propria formazione .

 

Alla fine indichiamo dei consigli utili , per gestire con successo il proprio sviluppo ,  a chi lavora già lavora oppure è inoccupato.

 

Alla fine dell’ articolo sarà evidente come l’ Associazione S.A.L. non è un centro di formazione tradizionale che vende corsi , ma una Rete di Supporto allo sviluppo formativo/lavorativo del “cittadino” che attraverso una serie di strumenti materiali ed umani facilita , agevola e favorisce dinamiche di orinetamento professionale, auto-formazione, auto-aggiornamento e di inserimento lavorativo.

 

Cosa accade oggi

 

Queste trasformazioni richiedono nuovi  schemi di pensiero e nuove abilità per essere gestite e controllate. Fino a qualche anno fa ancora non esisteva internet, la conoscenza era più statica ed il mondo “girava” più lentamente.

 

Oggi ci troviamo ad un punto di svolta in cui tutti i sistemi preposti alla formazione sono costruiti e incentrati su schemi che in passato funzionavano bene ma che col passare del tempo mostrano sempre di più segni di decadenza e che sono buoni solo per creare dei nuovi consumatori più intelligenti …

 

Pensiamo per esempio alle istituzioni tradizionali della scuola e dell’ università ancora troppo lente e incapaci a rispondere prontamente alle trasformazioni in atto.

 

Questa rivoluzione non impone, solamente, di cambiare i contenuti e innovare i programmi , cosa auspicabile , ma richiede soprattutto di cambiare la forma e le modalità con cui funzionano ancora troppo legate alle trasmissioni del sapere tradizionali (lezioni cattedratiche + esami ) e a modelli che spingono alla competizione, alla risposta meccanica e non invece alla cooperazione, alla creatività, allo spirito critico e creativo… essenziali in questa era del caos ….

 

Pensiamo alle aziende che devono affrontare il problema della formazione dei propri dipendenti. C’è una crescente sfiducia che aumenta col tempo nei confronti della formazione da parte dei manager. Se da una parte viene continuamente esaltata l’ importanza della formazione dall’ altra i manager si rendono conto che spesso è inefficace e non porta risultati tangibili perchè fare formazione non è come andare al supermercato e prendere un pacco di pasta dallo scaffale…

 

 

Infatti le aziende ICT vivono sulla loro pelle la velocità con la quale cambiano le cose ed avvertono pertanto l’ inadeguatezza intrinseca dei “classici”corsi di formazione che spesso e volentieri non si adattano alle esigenze del momento e che per come sono strutturati coprono solo un aspetto del problema lasciando quindi ai singoli il compito di colmare il gap sempre crescente tra ciò che richiede il lavoro e ciò che ti da il corso di formazione.

 

Difatti i centri di formazione attuale “vedono” i corsi come se fossero dei “prodotti” e pertanto li spingono sul mercato con strategie di “pushing” che magari potevano andare bene in passato quando le conoscenze erano più consolidate e tutto girava meno velocemente.

 

La conclusione da parte di molte aziende è che allora tanto vale supportare il singolo e promuovere dinamiche di auto-formazione assistita tramite l’ acquisto di libri, attività di coaching, di corsi e-learning , di dispositivi di laboratorio su cui esercitarsi piuttosto che rincorrere continuamente qualcosa che nessun corso di formazione potrà mai dare.

 

Questo non significa che i corsi di formazione “tradizionali” non servono a nulla, ma solo che sono poco indicati per le esigenze “medie” di formazione di base e di aggiornamento del lavoratore ICT. Mentre mantengono la loro validità per corsi di natura super-specialistici  dove l’ utenza interessata è molto avanzata ed in grado di assorbire in pochi giorni molti argomenti e dove la materia è talmente innovativa da risultare ancora poco conosciuta e diffusa.

 

Allora in questo caso ha senso investire dei soldi perchè magari ancora non ci sono libri, perchè i dispositivi non sono di facile reperibilità , perchè sono in pochi a conoscere questi argomenti . Quindi in tutti quei casi dove c’è un forte valore aggiunto nell’ acquistare certi corsi, ma per i corsi ormai divenuti “commodity” credo sia necessario fare valutazioni di altro tipo .

 

 

Il problema del Singolo

 

 

E poi ci sono i singoli inoccupati,disoccupati o  lavoratori/quasi-lavoratori  che per farsi largo nel mondo del lavoro devono necessariamente studiare ed apprendere . Ed è qui che iniziano le difficoltà, perchè mancano agenzie che offrono supporto alla scelta dei percorsi di studio, che erogano certi tipi di corsi a dei costi sostenibili, che diano anche un seguito al corso tramite azioni di formazione continua.

 

Bombardato dai messaggi pubblicitari che lo spingono a fare corsi di formazione di ogni tipo perchè ” oggi si sa senza formazione non si va da nessuna parte …. ” e a spendere migliaia di euro per poi scoprire che si è sempre al punto di partenza, il singolo deve imparare a valutare le offerte formative e capire se vale la pena o no fare certi tipi di corsi.

 

Insomma deve sviluppare una coscienza critica maggiore rispetto a quella necessaria qualche anno fa quando bastava fare una scuola o avere un titolo di studio per stare tranquilli tutta la vita.

 

E’ fondamentale capire che è necessaria una presa di coscienza da parte di ognuno di noi. Bisogna diventare “formatori” di se stessi e prendere in mano il processo del proprio sviluppo professionale e lavorativo. Partendo da questa premessa andiamo a vedere come fare per fronteggiare questi cambiamenti .

 

Partiamo dal problema della quantità sempre in continuo aumento delle informazioni disponibili . Ogni giorno vengono pubblicati migliaia di libri, milioni di pagine web, milioni di blog, etc.. Troppa informazione che circola rispetto alla nostra capacità di assorbimento. Il valore dell’ informazione di per se è nullo se non viene decodificata, elaborata e raffinata. Ma questo richiede tempo, calma , riflessione, pazienza. Tutti elementi che nella nostra società sono ormai merce rara.

 

Lavorando nel settore tecnologico siamo continuamente bombardati da nuovi prodotti hw, nuovi linguaggi, nuovi protocolli e via dicendo. Non è quasi mai possibile un approccio pro-attivo in cui ci si prepara prima per ridurre un pò l’ incertezza e approfondire con calma l’ argomento. L’ approccio è quasi sempre reattivo.

 

Il classico scenario è quello del venditore che vende una nuova soluzione all’ insaputa del “tecnico” che non la conosce  e che quindi per farla funzionare deve improvvisare, leggere velocemente le guide, cercare su internet. Se è fortunato magari conosce qualcuno che lo può aiutare o magari cerca sui forum qualche dritta. Certo poi con il tempo ci si adatta e le nuove informazioni si assorbono più in fretta ma questo impatto se non lo si gestisce bene può essere fonte di stress e causare problemi.In un settore come quello ICT che evolve a ritmi vertiginosi è facile immaginare quanto sia difficile stare al passo .

 

Questa criticità ci fa comprendere il motivo per cui i centri di formazione tradizionali basati sulla concezione del corso come “prodotto” non sono una risposta sempre efficace ed ottimale dal punto di vista del singolo.

 

Infatti bisognerebbe iscriversi ad una numero elevatissimo di corsi . Ma a quali corsi iscriversi  visto che è inesistente qualsiasi forma di orientamento ? E poi data la rapida obsolescenza di questi corsi dopo qualche mese magari le conoscenze apprese non servono più a nessuno.Questa tipologia di corsi può andare bene solo quando c’ è una reale esigenza specifica di apprendere delle conoscenze non trasferibili diversamente .

 

 

Le nostre possibili soluzioni

 

 

Come al solito non esiste una ricetta precisa che va bene per tutti. Noi proponiamo il nostro sistema che è frutto di numerosi anni di osservazioni sul campo e dalle nonstre esperienze personali.

 

La regola d’oro

La cosa più importante da fare come detto più volte – ma come si sa repetita juvant - è prendere in mano la propria situazione, assumere il controllo del proprio sviluppo. E’ necessario analizzare se stessi, i propri obiettivi personali e professionali, le proprie risorse e motivazioni. Fatto questo si fissano degli obiettivi concreti da raggiungere e si inizia a lavorare con costanza ed impegno.

 

1) La prima cosa che dobbiamo imparare è la capacità di studiare e di imparare. Bisogna che ognuno sviluppi un proprio metodo di studio in base alle proprie caratteristiche di apprendimento. Solo così infatti ci possiamo svincolare e liberare dalla costrizione di partecipare per forza ad un corso di formazione per imparare  ( o per credere di impararlo … ) . I corsi sono importanti ma se uno non impara a studiare sul serio allora non servono a nulla. Metodo di studio non significa solo imparare a studiare un libro, ma significa anche darsi degli obiettivi, creare un piano di lavoro realistico , lavorarci sopra con continuità e perseveranza.

 

 

2) La seconda soluzione consiste nell’ investire sulla formazione di base , sul CORE delle singole discipline. Per esempio prima di gettarci a studiare le particolari implementazioni di un certo vendor è preferibile affrontare lo studio della disciplina dal punto di vista vendor-neutral andando ad approfondire gli aspetti della disciplina che ne costituiscono la “struttura portante”. Purtroppo molto spesso i corsi vendor-specific si prefiggono come unico obiettivo quello di esplorare le potenzialità di una certa soluzione concentrandosi sulla comandistica specifica di una certa macchina, trascurando gli aspetti più intrinseci della materia.Costrute queste basi solide diventerà poi tutto più semplice. Anche passare da un vendor all’altro sarà più semplice perchè si è entrati nella materia e non si è imparato solo una serie di comandi. Ed è qui che le scuole , le università e i corsi IFTS o di media-lunga durata possono agire.

 

3) La terza soluzione consiste nell’ imparare a ricercare le informazioni su internet e ad utilizzare i forum (saper comunicare). Nella professione di tecnico ICT una caratteristica distintiva è la velocità e l’ accuratezza nel ricercare le informazioni che ci servono. Su internet c’è tutto e anche se non c’è la soluzione al nostro problema , troveremo sicuramente qualcuno che ci può aiutare.

 

4) La quarta soluzione consiste nel comprendere che non basta fare dei corsi e prendere delle certificazioni per il nostro lavoro. Non bastano i libri, i siti internet , le lauree , etc… Serve molta flessibilità ed umiltà per accettare costantemente le sfide senza farsi abbattere e con uno spirito positivo. Non dobbiamo mai pensare di dover sapere tutto per fare una certa attività. Una buona parte delle cose che servono per il lavoro si imparano tramite l’ esperienza , tramite la pratica e poi si approfondiscono , si potenziano ed affinano tramite la teoria. Quindi il consiglio è quello di spingere molto sul “learning by doing” e cioè di privilegiare almeno all’ inizio un approccio pratico alla materia e parallelamente approfondire lo studio.

 

5) Un’ altro consiglio utile è quello di ampliare le proprie conoscenze anche in settori diversi da quelli esclusivamente tecnici perchè i confini tra le singole discipline ed attività lavorative sono sempre meno rigidi e delineati.Imparare come funziona il mondo del lavoro e come essere appetibili per “vendersi meglio” , come ricercare lavoro tramite internet per esempio.

 

E poi è sempre utile vedere un pò oltre i “i bit e i byte” anche perchè non va dimenticato che le reti informatiche non nascono per essere fine a se stesse ma servono come infrastruttura logica su cui sono stati costruti sopra altri sistemi economici, politici, sociali , educativi , ludici e via dicendo…. Basta andare ogni tanto in libreria e lasciarsi guidare dalla curiosità, dalle proprie passioni e interessi del momento.

 

6) Infine pensiamo sempre che non esiste solo il lavoro dipendente. Capisco che ognuno cerca la stabilità e la sicurezza lavorativa, però bisogna iniziare a entrare nell’ ottica del lavoro autonomo e dell’ imprenditoria.

Già le sento le solite voci che ripetono che in italia ci sono troppi vincoli e lacci burocratici, che le tasse sono troppo alte, che non ci sono incentivi etc.. etc…

 

Alla fine è inutile continuare a lamentarci dei problemi di precarietà o del fatto che il lavoro è noioso o si guadagna troppo poco e poi quando si tratta di rischiare un minimo nessuno se la sente. Bisogna imparare ad essere un pò più coraggiosi e audaci ( nei limiti delle proprie possibilità ) e soprattutto comprendere che non possiamo avere la “botte piena e la moglie ubriaca” come molti amici che vorrebbero mettersi in proprio però non vogliono rischiare perchè preferiscono avere la certezza della settmana bianca o delle ferie in Sardegna.Insomma o si rischia qualcosa oppure ci si accontenta del proprio lavoro e si ringrazia Dio per averlo.

 

Ecco perchè Sapere, Autonomia e Libertà !

 

Ed è proprio per supportare gli individui in queste fasi che abbiamo costituito una Associazione . Infatti tramite servizi di orientamento li supportiamo nel setting degli obiettivi professionali. Tramite attività di coaching li supportiamo nelle attività di programmazione del proprio piano di studi e lavoriamo insieme nella costruzione di un proprio metodo di studio e di auto-aggiornamento. Tramite attività di Tutoring e di docenza supportiamo gli allievi nella fase di studio e di esercitazioni di laboratorio pratiche. Tramite corsi di base ci occupiamo di creare quelle competenze di “CORE” che faranno da impalcatura a tutte le successive competenze specialistiche. Tramite seminari e sessioni di aggiornamento ci occupiamo della formazione continua dei nostri soci e dell’ ampliamento della propria basa culturale (economia,fisco,psicologia,attualità).

 

Tramite dei programmi di auto-formazione assistita lavoriamo insieme ai nostri soci nella realizzazione dei propri obiettivi professionali .

 

 

Infine la nostra Associazione si pone l’ obiettivo di agevolare i nosti soci nella ricerca di un impiego in linea con le proprie aspettative, grazie alla rete di relazioni che tesse continuamente con le maggiori società di “recrutiment” sul territorio e con le aziende finali.

 

 

Associazione SAPERE AUTONOMIA E LIBERTA’

Pubblicato in Blog | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Skill shortage nel 1948

http://youtu.be/JWCSb5fqqk0

Pubblicato in Blog | Contrassegnato , | Lascia un commento

Fate emergere il vostro CV

Dopo aver sentito molti recruiter, vi confermiamo come sempre la necessità di riepilogare portinaiale competenze e gli obiettivi professionali ad inizio curriculum. Inserite dopo i dati personali un trafiletto riassuntivo, di massimo sette-otto righe, di tutto quello che fate e sapete fare.
Non usate le solite frasi preconfezionate, cambiatele per ogni azienda o invio. Studiate attentamente l’offerta per la quale vi candidate, o l’azienda in cui proponete la vostra candidatura, e mettete in evidenza tutti gli aspetti corrispondenti al testo dell’annuncio.
Sappiatelo: oggi, tra centinaia di CV in giro, leggono solo quella parte in fase di scrematura iniziale. Dopo, leggono il resto.

Pubblicato in Blog | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

La vignetta di Lele Corvi

130417_TILCP_Ammortizzatori

Pubblicato in Blog | Lascia un commento

Bisogni

TrovareilLavorochePiace-011

Pubblicato in Blog | Lascia un commento