Videocandidatura, videocolloquio, videoCV

E’ meglio una intervista telefonica “dal vivo” piuttosto che video-presentazioni “recitate” e video cv per i seguenti motivi:
1) il video cv è artefatto
2) il video privilegia presentazioni astratte e poco basate sulle performance
3) è troppo breve per essere saliente
4) è complicato da fare, da inviare. Ci vuole la liberatoria per la privacy. La qualità dei video è generalmente scadente e non rende giustizia del candidato.
L’entusiasmo per i videocv è una moda, comprensibile nello spirito televisivo di questi nostri tempi, ma rischia di fuorviare dall’analisi corretta e approfondita delle candidature, che si svolge meglio al telefono o in presenza. Un video può funzionare inserito in un portfolio per artisti, attori, venditori, o figure professionali eccentriche.

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JOB CLUB COME PROPOSTA DI POLITICHE ATTIVE PER IL LAVORO IN VENETO

CONTESTO ECONOMICO VENETO

  • Il Veneto è tra le regioni italiane che hanno più sofferto di più la crisi, con una perdita del 10% del PIL e del 12% del Pil pro-capite dal 2007 al 2013, corrispondente a circa 13 mld di euro
  • Dal 2007 reddito delle famiglie venete si è contratto del 2%, nonostante una crescita dei trasferimenti alle famiglie pari al 15%
  • La percentuale di famiglie in povertà relativa e in povertà assoluta è arrivata a toccare il 6% per entrambe le voci.

 

CONTESTO LAVORATIVO VENETO

  • L’occupazione dal 2008 è calata del 6%, con una diminuzione del 7% per i lavoratori dipendenti (oggi circa 1.6 milioni) e un incremento dell’1% per gli indipendenti (oggi circa 647mila)
  • La disoccupazione è oggi al 6,7% (circa 155mila persone) ma, la disoccuapazione “allargata” – che comprende anche le persone inattive disponibili e dei disoccupati parziali – supera il 12% (circa 280 mila persone). Questo vuol dire che, più o meno, per un Veneto che cerca attivamente lavoro ce n’è un altro che vorrebbe lavorare ma è inattivo o scoraggiato.
  • Inoltre, ci sono inoltre circa 840mila veneti che sono in età lavorativa ma non sono disponibili a intraprendere un lavoro.
  • Tra i giovani veneti dai 15 ai 24 anni, la disoccupazione si attesta intorno al 25,7%, in crescita rispetto al 2013 e in controtendenza rispetto alla disoccupazione generale che è invece diminuita.

 

ALCUNI DATI GENERALI

  • Ancora oggi, circa il 70% delle persone trova lavoro tramite la rete dei contatti, mentre solo il 25% con l’intermediazione lavorativa e il 5% con la candidatura diretta spontanea.
  • Secondo il censimento dell’industria e dei servizi 2011, ci sono almeno 500mila posti di lavoro di offerta inespressa a livello nazionale: le aziende avrebbero bisogno di nuovi lavoratori ma per mancanza di fiducia nel futuro o per difficoltà di selezione e accesso ai servizi e agli incentivi rinuncia a mettersi in cerca di queste risorse umane.
  • È oramai dato consolidato che la ricerca attiva, con la quale si ricerca il lavoro tramite auto-candidatura e in cui c’è una ricerca più attenta e accurata del lavoro e del datore, dà risultati sensibilmente migliori rispetto a quella passiva con la quale si ricerca il lavoro tramite annunci.

 

CONCLUSIONI:

  • Il mercato del lavoro si sta rapidamente spostando dal lavoro dipendente a medio-basso profilo al lavoro indipendente a medio-alto profilo.
  • La popolazione inattiva, scoraggiata e persino ora non disponibile, è la grande risorsa inespressa del mercato del lavoro. Queste sono risorse umane che non vengono raggiunte dalle normali politiche attive e che potrebbero riattivarsi se correttamente stimolate.
  • Esiste una consiste offerta di lavoro che rimane inespressa da parte dei datori di lavoro, che potrebbe essere ancora più cospicua in una regione altamente industruializzata ma con una vasta maggioranza di PMI e orientata all’esportazione come il Veneto.
  • Gli incentivi e le politiche attive presenti si sono dimostrate poco efficaci nel far emergere queste componenti “sommerse” della domanda e dell’offerta di lavoro.
  • Il problema principale è la fiducia nel mercato del lavoro, sia da parte dell’offerta che da parte della domanda: per quanto forti possano essere incentivi all’assunzione e alla formazione, se manca la fiducia non si ha vera attivazione di domanda e offerta.

 

COS’È UN JOB CLUB:

  • Un Job Club è un gruppo spontaneo e gratuito di mutuo sostegno tra persone di ogni età, cultura ed estrazione sociale, che si accompagnano e si aiutano reciprocamente nella ricerca di un lavoro.
  • Funziona come un gruppo autogestito – o gestito da animatori presso istituzioni pubbliche – in cui i partecipanti condividono e aumentano i loro contatti e le informazioni sui loro mercati di lavoro.
  • Un Job Club permette a chi cerca lavoro di uscire dalla condizione di non-occupato, ricominciando a ripensare il suo ruolo attivo e le sue strategie per la ricerca di un impiego grazie alla forza del gruppo, in cui i singoli si supportano gli uni gli altri e si spingono a restare costanti e positivi nella propria azione di ricerca restando concentrati su un metodo condiviso di crescita per obiettivi.
  • Questo metodo, nel progetto Job Club, viene fornito tramite una serie di dispense gratuite che danno contenuti e indicano azioni da svolgere in gruppo o a casa per un totale di 10 incontri.
  • La dimensione ideale di un Job Club è dalle 6 alle 15 persone con incontri settimanali.
  • Studi hanno dimostrato l’efficacia del metodo Job Club nell’80% dei casi nel trovare un impiego entro un anno dall’inizio del programma, se accuratamente eseguito. Nei 20 Job Club monitorati nelle province di Padova e Vicenza, si è registrato un livello di occupazione a 6 mesi del 90%.

 

PROPOSTA:

  • Una strategia innovativa ed efficace per il rilancio del mercato del lavoro attuale non può limitarsi a incentivare domanda e offerta di lavoro esistenti, ma deve mettere in atto azioni concrete per far emergere le compenenti “sommerse” del mercato, che esistono e sono imponenti.
  • L’unico modo per far emergere il mercato del lavoro nascosto è creare fiducia nell’offerta e nella domanda. Ciò si ottene solo riattivando la rete sociale, smettendo di demonizzarla e accettando il fatto che sia da sempre il canale più efficace di movimentare il mercato del lavoro.
  • Il metodo Job Club è di provata efficacia nella riattivazione delle fasce scoraggiate e inattive della forza lavoro, le quali, una volta attivate, possono loro stessi far emergere l’offerta sommersa.
  • Promuovendo istituzionalmente i Job Club direttamente nei Comuni e indirettamente nelle associazioni private, si può ottenere un enorme beneficio in termini occupazionali a fronte di un investimento minimo.
  • Inoltre, l’iniziativa può avere effetti benefici collaterali, come il consolidamento della cooperazione sociale territoriale con conseguente diminuzione della devianza, e una maggiore vicinanza effettiva e percepita tra istituzioni e popolazione.
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CV 2.0

Dal 2008 il tuo CV non è quello che hai nel tuo computer, e che puoi inviare o postare. Il tuo vero CV è quello che risulta googlando il tuo nome. Quindi: mi raccomando, controlla la tua reputazione pubblica, che NON è solo il tuo profilo tanto carino e pulito e professionale su Linkedin. E’ tutto quello che su di te esiste sul web. Non hai idea di quante cose lasciate incontrollate sul web possano essere usate contro di te da chi ti potrebbe assumere. Del tuo CV a loro importa relativamente: loro vogliono sapere come sei. Io in genere per farmi una idea più completa vado ancora su Facebook. E’ più concreto: lì senti l’odore vero delle persone.

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Formazione e materiali di bilancio per Agenzie per il Lavoro e career coach

Formiamo e forniamo i materiali di bilancio delle competenze, costruzione degli obiettivi professionali, piani di azione individuali e career coaching per ApL, Agenzie e Enti impegnati nei percorsi di career coaching, politiche attive del lavoro e Garanzia Giovani.

COSA FACCIAMO

– forniamo gli strumenti per analizzare le dimensioni della propria professionalità

– costruiamo insieme al cliente obiettivi professionali accurati e concreti

– prepariamo un approccio efficace al mercato del lavoro nazionale e internazionale

– sviluppiamo e rafforziamo il potenziale personale e professionale dell’individuo

– prepariamo ad una ricerca del lavoro che funziona

La nostra consulenza è diretta ai clienti professionali (operatori, aziende e Enti) e ai clienti privati (persone che cercano un nuovo lavoro)

 

Per operatori:

COACHING E PERFEZIONAMENTO IN CAREER CHANGE COACHING PER PSICOLOGI, COUNSELLOR E COACH

1) Livello Base Coaching – Percorso WELLNESS E ECCELLENZA

2) Livello Base Career – Percorso TROVARE IL LAVORO CHE PIACE CLASSIC

3) Livello Avanzato Career – Percorso TROVARE IL LAVORO CHE PIACE AVANZATO

4) Formazione per ANIMATORI JOB CLUB

5) SUPERVISIONE PER PSICOLOGI, COACH E COUNSELLOR

 

Per chi cerca o vuole cambiare lavoro:

CONSULENZA PSICOLOGICA, SUPPORTO AL CAMBIAMENTO PROFESSIONALE E ALLA RICERCA DI LAVORO

1) SCEGLIERE UN ALTRO LAVORO – BILANCIO DELLE COMPETENZE

2) CERCARE LAVORO NEL NUOVO MERCATO – JOB HUNTING 2.0

 COME E DOVE

La consulenza si svolge presso i nostri Studi professionali a Vicenza (Nicola Giaconi), a Senigallia (Gianluca Antoni) o presso l’azienda cliente in tutta Italia.

Volete avere altre informazioni? Usate il modulo di contatto, grazie.

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Job Act, Garanzia Giovani e il Career Change Coaching

Le iniziative per la Garanzia giovani sono oggetto di un Programma operativo nazionale e sono costituite da queste attività: accoglienza, il coaching, il supporto a esperienze di lavoro all’estero, l’apprendistato, i tirocini, la formazione professionale mirata, il servizio civile e l’autoimpiego.
Per la YOUTH GUARANTEE stiamo formando i coach per unire le metodologie di career coaching all’accompagnamento attivo nel mondo del lavoro e al tutoraggio mirato. Abbiamo sviluppato un programma di coaching e formazione che lavora sulle 3 direttrici del programma YOUTH GUARANTEE:
1) Career e impiegabilità: una visione sistemica dello sviluppo professionale e personale pieno dell’individuo come elemento strategico per affrontare la disoccupazione e la mobilità dei lavoratori, e supportarne l’impiegabilità lungo tutto l’arco dell’esistenza nel rispetto dell’ecologia complessiva di vita.
2) Cambiamento e empowerment: la consapevolezza della responsabilità individuale nel predisporre fronteggiamento adeguato, e sostenibile, al mutare dei percorsi di carriera, delle situazioni di convivenza sociale ed organizzativa, e delle prospettive di vita.
3) Coaching: l’insieme di atteggiamenti, tecniche e metodologie di supporto al cambiamento, mutuate dalle migliori pratiche anche terapeutiche, che permettono di scegliere l’intervento psicologico – quindi erogato da noi psicologi nel rispetto e nella valorizzazione delle leggi italiane che lo riservano agli iscritti al nostro Albo Professionale – più adatto al livello attuale di cambiamento necessario e desiderato dal cliente, integrando i diversi costrutti teorici e gli approcci esistenti.
Per informazioni, consultate il nostro catalogo di formazione su Career Change Coaching
oppure contattateci sul sito Trovare il lavoro che piace.

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Corso per Career Coach

Il Corso per Career Coach è organizzato in Canton Ticino (Svizzera) in collaborazione con ASESC (Associazione Svizzera Esperti in Sviluppo di Carriera) e porta al Diploma Cantonale CESC (Consulente Esperto in Sviluppo di Carriera) con la possibilità di riconoscimento federale, e di lavoro su tutto il territorio svizzero.

Il Corso dura 24 giornate, su 12 mesi (circa un week-end al mese, più 2 giorni di esame finale).

I singoli moduli del Corso, erogabili su misura delle esigenze degli operatori, sono disponibili anche in Italia, per i gruppi di orientatori/coach o gli Enti che ne vogliano fare richiesta. Per ogni informazione, contattate Nicola Giaconi attraverso la pagina Contatti su Job Design o su questo sito.

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Career Coaching individuale e formazione al Bilancio delle Competenze

Non tutti possono frequentare i nostri Corsi di Bilancio e di Career Coaching. Eroghiamo il nostro percorso di 24 ore presso i nostri studi professionali (Nicola Giaconi a Vicenza, Gianluca Antoni a Senigallia – Ancona), sia per chi vuole fare il bilancio che per gli operatori che desiderano una formazione pratica e completa sul Career Coaching e sulle nostre metodologie e materiali di bilancio.

Ricordiamo che i nostri libri e i materiali di bilancio non sono più disponibili in libreria, e vanno richiesti direttamente a noi, tramite la pagina Contatti o il nostro sito Job Design.

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Informarsi prima di cercare lavoro

tratto dal manuale dei Job-Club e Job Design
Si racconta che in una multinazionale un recruiter partiva sempre con la stessa domanda: cosa significa la sigla nel nome della nostra azienda? Sapere se si era informato era un buon modo per capire se il candidato voleva lavorare proprio lì, o se era in cerca di un lavoro qualsiasi. Trovare lavoro è per il 99% preparazione (informarsi) e per l’1% azione (cercare lavoro). Proprio il contrario di quello che pensa la maggior parte di coloro che cercano lavoro. La ricerca delle informazioni serve a conoscere la professione che ti interessa, per confrontare con il ruolo professionale che cerchi le tue competenze, per ampliare il network e prepararti alla ricerca del lavoro. Il tuo obiettivo non è completo fino a quando non avrai raccolto le informazioni sulle professioni, i settori e le aziende che ti interessano, e dopo aver verificato se possiedi le caratteristiche richieste dal lavoro. Le persone che fanno scelte lavorative sbagliate non si informano e si muovono nella ricerca del lavoro poco preparate. Molti pensano che non ci sia tempo da perdere, e si buttano direttamente  nella ricerca del lavoro, nel network, nei colloqui. Nella nostra esperienza questo non funziona! Il consiglio che diamo è quello di investire del tempo per informarti accuratamente: prima leggendo quello che c’è di disponibile sul lavoro che ti interessa (libri, articoli, Internet) e poi andando a parlare (una specie di intervista) con chi svolge già quel lavoro. Ti sembrerà strano, ma dopotutto è quello che fai in altri ambiti della tua vita: se devi comprare un elettrodomestico in genere leggi qualcosa, magari su una rivista, e poi parli con chi l’ha già comprato, se vuoi fare un viaggio o visitare un paese leggi una guida e parli con chi ci è già stato.  Perché non farlo anche per il tuo lavoro?

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Colloqui di lavoro e autocandidatura

tratto da manuale dei Job-Club e da Job Design

Ci siamo. Dopo tanti contatti, telefonate, lettere e curriculum è arrivato il momento fatidico: la convocazione per il colloquio.
Sul colloquio è stato detto e scritto talmente tanto che a volte ci sembra di sapere tutto. Purtroppo non è così. Troppe persone si presentano al colloquio senza essere preparate, adottando comportamenti o tecniche spesso basate su stereotipi o dicerie comuni. Sebbene l’incontro con un potenziale datore sia un’occasione troppo importante per essere lasciata all’improvvisazione, molte persone cominciano a prestare attenzione al modo e alle strategie per riuscire ad ottenere il lavoro solo dopo decine di colloqui andati a vuoto. Ma non è necessario sprecare tante occasioni per superare il colloquio. Se esistono trucchi, il migliore è prepararti prima, da vero professionista, a qualsiasi livello. Essere preparato significa saperti presentare in modo chiaro e sintetico, saper comunicare le tue capacità e soprattutto il tuo obiettivo professionale. Il lavoro si ottiene con interesse e partecipazione: mostrale sin dal primo colloquio!
Il colloquio è un momento carico di tensione non solo per il candidato ma anche per il selezionatore. Infatti chi ti sta di fronte ha l’arduo compito di raccogliere una serie di informazioni che gli permettano di formulare un giudizio preciso su di te, e stabilire se sei il candidato “giusto” per quel lavoro. Sbagliare significa per lui assumere la persona sbagliata, con tutti i relativi problemi che questo comporta: perdita di tempo, denaro, produttività, ecc. La sua mente quindi è assillata da una serie di domande che necessitano di risposte precise ed esaurienti:
•    Come si inserisce questo candidato nell’azienda e nel suo gruppo di lavoro? Ha doti di flessibilità, serietà, concretezza, impegno, apertura mentale, capacità di motivare gli altri e di sdrammatizzare i problemi? Legherà con i suoi colleghi e i suoi superiori?
•    È motivato per questo lavoro? Quanto sembra desiderarlo?
•    Potrà portare nuovi stimoli, positività, dinamismo, intelligenza ed energia nell’ufficio (reparto, gruppo, settore) al quale verrebbe destinato?
•    Manifesta un sincero interesse ed entusiasmo per l’azienda, per quello che facciamo e per quello che vogliamo fare in futuro? Gli possono piacere le sfide, anche impegnative, che l’azienda affronta per giungere ai risultati previsti?
•    Possiede la professionalità e le competenze per svolgere al meglio i compiti assegnati?
•    È probabile che resti a lavorare per l’azienda o se ne andrà alla prima occasione? Desidera questo posto solo per denaro?
•    Possiamo permetterci di assumerlo?
•    Ha un aspetto gradevole? (dove “aspetto gradevole” non vuol dire “bella presenza” ma presentarsi in ordine e con la maggiore naturalezza possibile. Significa vestirsi pettinarsi, radersi, profumarsi come si farebbe per andare a quel lavoro, senza esagerazioni e affettazioni)

Per trovare risposta a questi dubbi, il selezionatore ti formulerà una serie più o meno ampia di domande a cui dovrai rispondere in modo chiaro, esauriente e preciso. Ricorda che i tuoi obiettivi nel colloquio sono:
•    mostrare una motivazione genuina alla posizione offerta;
•    presentare la tua persona e la tua professionalità;
•    mettere in risalto i tuoi punti di forza che ti rendono adatto alla posizione;
•    suscitare l’interesse del selezionatore affinché prenda in seria considerazione la tua candidatura.

LA PREPARAZIONE AL COLLOQUIO
Il colloquio va preparato! Ecco cosa fare:
•    la raccolta di quante più informazioni possibili sulla società e sulla mansione. Più informato sarai, più avrai modo di motivare il recruiter dimostrando interesse, curiosità, competenza e spirito d’iniziativa;
•    la preparazione alle domande del selezionatore. Quello che il datore chiede è prevedibile: riprendi il tuo bilancio delle competenze, preparati le risposte e allenati ad esporle in modo chiaro e sintetico;
•    la definizione di una lista di domande che desideri porre al selezionatore. Il colloquio è uno scambio di informazioni in cui anche il candidato ha il diritto e il dovere di porre domande sull’azienda, sul mercato e sulle caratteristiche del profilo da ricoprire. Prepara la lista delle cose che vuoi sapere e ricorda che la qualità delle tue domande serve al selezionatore per valutare quanto sei adeguato per il tipo di lavoro;
•    la preparazione del materiale da portare al colloquio. Prepara tutti i documenti che possono supportare la tua candidatura: risultati, pubblicazioni, ricerche, ecc.
•    l’identificazione della sede del colloquio. Perdersi alla ricerca della sede e giungere in ritardo spesso vuol dire giocarsi l’occasione.  Utilizza una mappa o parti con largo anticipo, ma arriva puntuale!
•    decidere cosa indossare: la prima impressione è molto importante e il modo in cui ti vesti ha un forte impatto. Non ci sono regole generali se non quello di indossare abiti sobri e adatti alla società e al ruolo che vuoi ricoprire (evita qualsiasi eccentricità).

LE DOMANDE TIPICHE DEL COLLOQUIO DI SELEZIONE

Domande personali
⁃    mi parli di lei
⁃    qual è il suo obiettivo professionale?
⁃    quali sono i suoi principali difetti e le principali qualità?
⁃    mi descriva una sua giornata di lavoro tra 5, 10 anni.
⁃    qual è stato il suo più grande fallimento e il suo maggior successo?
⁃    da quanto tempo cerca lavoro? come mai da così tanto?
⁃    quale è il suo lavoro ideale?
⁃    quali sono le occasioni in cui litiga con le persone, e perché?
⁃    come prende una decisione importante?
⁃    di solito che cosa fa la sera? e nel fine settimana?
⁃    quali programmi televisivi guarda e perché?
⁃    quali libri e riviste legge?
⁃    quali sono i suoi interessi e suoi hobbies?
⁃    che tipo di persona è?
⁃    come si descriverebbe?
⁃    è sposato? fidanzato? ha figli?

Domande sulle esperienze professionali e formazione
⁃    riassuma brevemente il suo curriculum.
⁃    come ha scelto il corso di studi?
⁃    come mai è stato bocciato?
⁃    come mai non ha terminato l’università?
⁃    che materie di studio ha preferito?
⁃    se ricominciasse, quale corso di studi sceglierebbe?
⁃    cosa ha fatto in questi mesi in cui non lavorava?
⁃    perché sta cercando un altro lavoro?
⁃    perché ha accettato l’ultimo lavoro?
⁃    cosa pensa dei suo attuale datore di lavoro?
⁃    che cosa pensa dei suoi colleghi?
⁃    che cosa le piaceva di più e cosa di meno nel suo impiego precedente?
⁃    che cosa le piace di più e cosa di meno nel suo impiego attuale?
⁃    mi parli del suo peggiore e del suo migliore datore di lavoro?

Domande sul lavoro proposto
⁃    che cosa pensa di questo lavoro?
⁃    perché si è candidato?
⁃    cosa conosce della nostra azienda?
⁃    quale è l’immagine pubblica della nostra azienda?
⁃    mi spieghi le ragioni per le quali dovremmo assumerla.
⁃    che cosa pensa di avere in più degli altri candidati?
⁃    non le sembra di essere carente di esperienza?
⁃    che retribuzione si aspetta? quanto guadagna ora?

L’ATTEGGIAMENTO GENERALE
Di seguito riportiamo alcuni punti importanti da tenere presente durante il colloquio:
•    ricordati che sei lì per offrire il tuo tempo, le tue risorse e la tua professionalità (in cambio dello stipendio), e non per elemosinare il lavoro che ti possono offrire. Cerca di tenere sempre in mente questa semplice verità: è sorprendente sentire quotidianamente come imprenditori, direttori e selezionatori rimangono favorevolmente colpiti da un atteggiamento propositivo rispetto ad un atteggiamento del tipo “qualsiasi cosa mi chiediate purché mi facciate lavorare”. Basta ricordare che come ti presenti durante il colloquio riflette il modo in cui lavorerai dopo;
•    direttamente collegato alla precedente: attenzione ai primi momenti dei colloquio. Questi danno il tono, il “colore” di tutto il colloquio successivo. Alla tipica domanda “mi parli di Lei” oppure “come mai qui?”, che è volutamente generale per metterti a tuo agio (ma anche per farti scoprire), rispondi brevemente e chiaramente, parlando per non più di 2 minuti alla volta;
•    e dopo questi 2 minuti non lasciare mai cadere il silenzio: rivolgiti, gentilmente ma senza timore, al tuo interlocutore. Serve per allentare la tensione (che non esiste solo per te: chiunque seriamente interessato a ricercare un collaboratore ha il timore di non fare la scelta giusta), per mostrare l’atteggiamento aperto e dialogico che è in te, oltre che a farti un’idea più chiara di chi hai davanti. Hai illustrato brevemente chi sei e cosa ti aspetti dal lavoro e da quel posto: bene, chiedi pure se la persona davanti a te è d’accordo, o se quell’impiego ha determinate caratteristiche.
•    non criticare mai ex datori di lavoro, clienti, fornitori, colleghi: lo farai un giorno anche con la persona che hai davanti?
•    esponi il lato positivo anche dei tuoi difetti. Se sei ipercritico, rispondi: “Amo il lavoro fatto bene fino in fondo e a volte sono un po’ troppo esigente…”. Se hai bisogno di molta supervisione, puoi affermare “… sono scrupoloso e molto attento alle procedure.” (Promettendo dentro di te di diventare più indipendente!);
•    parla di soldi solo se sei ben informato su quanto prevedono i contratti o quella azienda, e solo dopo aver “sentito” la possibilità di assunzione;
•    non mentire. Un periodo di disoccupazione, una difficoltà in famiglia o negli studi può essere spiegato (non c’è bisogno di giustificarlo) in maniera matura, senza farne scaturire difetti o colpe che riguardano solo te, e il tuo passato.
•    relativamente all’atteggiamento non verbale, ci sono un sacco di consigli in giro su come gesticolare, come e se incrociare le braccia, se accavallare le gambe o guardare negli occhi l’interlocutore. Di cose su questo argomento se ne sono scritte parecchie, e forse a sproposito. Sapere intervenire sul proprio comportamento non verbale richiede tempo ed enorme attenzione, e nessuno ti chiede di diventare un attore. Fortunatamente, siamo quello che siamo, con il nostro carattere e la nostra personalità, che ci rende unici e particolari, come le risorse che offriamo ad un potenziale datore di lavoro. Sii quindi te stesso, per quanto possibile, ed evita atteggiamenti artefatti. In fondo si tratta di una conversazione tra due persone con l’obiettivo di scoprire se le reciproche aspettative possono incontrarsi. Essere emozionati e tesi è naturale, e il selezionatore lo sa.

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Bilancio delle competenze online

Job Design è il programma di bilancio delle competenze on-line di Job-Club e del suo modello di intervento per le politiche attive del lavoro Career Change Coaching.

E’ un sistema di questionari in autovalutazione, finalizzato ad aumentare la consapevolezza delle risorse e delle caratteristiche personali coinvolte nella scelta e nella ricerca del lavoro.

Le dimensioni analizzate sono sette: aree di capacità, valori lavorativi, atteggiamenti, stile personale nel lavoro, hard skill e soft skill possedute, e efficacia delle modalità di ricerca del lavoro utilizzate dall’utente.

Job Design esplora le principali dimensioni professionali utilizzando metodologie e approcci teorici  diversificati: Holland Codes per le competenze, personality type per lo stile personale, hard e soft skill attraverso check list. I questionari su valori, atteggiamenti e ricerca del lavoro sono basati sul nostro    bilancio delle competenze (versione 5 dell’originario Bilancio del 1999 pubblicato nei nostri libri).

La validazione dei questionari è di Pro-ed (5° versione, 1999-2014)

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